Prometheus con i miei occhi

Ieri sono andata a vedere il tanto atteso film di Ridley Scott. Ci sono andata piena di speranze e curiosità, da vera fan del genere – solo una fan vera può avere il “coraggio” di vedere, dopo il primo  Alien vs. Predator, anche il secondo. Cestone di pop corn, Coca Cola, occhiali 3D e dopo solo 30 minuti di pubblicità il film inizia. All’intervallo (nel bel mezzo di una scena) guardo Gabriele alla mia destra e gli dico: “Mah?”. Lui risponde “Mah!”. Stessa scena alla fine della proiezione del film che ai miei personalissimi occhi può essere così riassunto: Nel 2093 un’astronave raggiunge la luna LV-223, luogo nel quale il sosia in carne ed ossa di Montgomery Burns (sì, quello de I Simpson!) spera di trovare una soluzione per i reumatismi che l’hanno incartapecorito. Con l’auto del fidato Smithers – un po’ più belloccio e sintetico – e della strega cattiva di Biancaneve e il cacciatore, ha messo sù un equipaggetto composto da:

  • una coppia di tanto giovani quanto insignificanti fidanzatini
  • un nero
  • un asiatico
  • un tatuato senza cervello
  • altri non meglio identificati

Appena arrivati, l’urgano Katrina interstellare gli fa passare un brutto quarto d’ora, ma l’astronave è figa, loro pure e quindi se la cavano alla grande, con la sola eccezione del tatuato e del suo compagno da un solo neurone, che si incavolano non si sa per quale motivo e se ne vanno a spasso tra le gallerie di una costruzione non meglio identificata toccando tutto ciò che vedono e cercando di adottare un “tenerissimo cucciolo” di Alien (che invece utilizza il loro corpi come cuccia). Seguono scene di altissima tensione in cui:

  • il sintetico Smithers, subdolo e fedele, perde la testa scambiando due parole con l’ultimo “Big Gym anemico” rimasto in vita per chiedergli di aiutare il vecchio reumatico;
  • la protagonista (la fidanzatina) rimane incinta dopo che il suo uomo è diventato ignifugo, “si fa” un cesareo, il “piccolino” sopravvive contro ogni speranza e si infila nel Big Gym anemico;
  • la strega cattiva viene schiacciata da un ferro di cavallo dalle dimensioni spropositate;
  • la protagonista mette la testa del sintetico Smithers in una borsa da palestra e vola via a bordo di uno dei ferri di cavallo gigante alla ricerca di altri Big Gym anemici;
  • inaspettatamente il nero e l’asiatico muoiono solo alla fine del film per salvare l’umanità.

E in tutto questo per tutto il film mi sono chiesta dove fosse Sigourney Weaver, che avrebbe potuto almeno interpretare il ruolo di sua nonna per dare un senso al prequel. Nel 2014 sarà girato il sequel di Prometheus…non sto nella pelle…

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