Come fare Open Data nei piccoli comuni

Aprire e riutilizzare i dati della PA è possibile. Certo, partire da un piccolo comune è più semplice che smuovere i grossi carrozzoni italiani, ma comunque voglio tenere a mente il caso del Comune di Anzola Emilia come punto di partenza.

Come può fare un piccolo comune a cimentarsi con gli OPEN DATA?
Proverò a dare alcune indicazioni: come si fa per una ricetta di cucina, ecco quali possono essere gli ingredienti:

  1. innanzitutto un progetto e un referente definito (non dimentichiamoci che ogni ente può avere le migliori intenzioni, ma se non c’e qualcuno che conduce il gioco, difficilmente l’obiettivo verra’ raggiunto)
  2. un referente per ciascun settore, perché i cambiamenti non si fanno da soli, ma insieme alla struttura (ci vuole più tempo, ma fa crescere l’organizzazione)
  3. un po’ di formazione non guasta, perché comunque una minima base teorica e’ necessaria
  4. un censimento delle basi dati da cui estrarre ciò che ci serve, sapendo come possiamo utilizzarle ai nostri fini
  5. la collaborazione di qualcuno (Comune capoluogo? Provincia? Regione?) per la pubblicazione dei dati (difficilmente un piccolo Comune può investire risorse in costose piattaforme o siti tematici)
  6. e per ultimo, ma non per ultimo, occorre darsi uno sguardo intorno, cercando i software free che danno modo di rappresentare i dati: e’ vero che stiamo parlando della pubblicazione dei dati in formato “grezzo”, ma e’ anche vero che i dati sono patrimonio dei cittadini, che hanno anche il diritto di leggerli e capirli con facilita’.

[...]
I risultati sono pubblicati in questa pagina, e a breve pubblicheremo tutti i dati di bilancio (preventivo e consuntivo) dal 2011 al 2013 sul portale della Regione Emilia Romagna, con cui abbiamo sottoscritto un accordo.


Il sistema scuola pubblica non funziona se…

Ci vogliono venti giorni per NON concludere un procedimento iniziato due mesi fa.
Mi riferisco all’iscrizione alla materna del piccolo grande di casa. Una sorta di “lotteria” cui partecipano annualmente centinaia di genitori che cercano una sistemazione agevole per i propri figli che consenta loro di dedicarsi qualche ora al giorno ad altro, magari ad un lavoro per arrivare più dignitosamente a fine mese.
Fatta la domanda, passato il primo turno di selezione per punteggio, passato il secondo turno (quello dopo gli eventuali ricorsi), arriva il momento della conferma. A tappe, però, perchè non basta dire “ok confermo”.

Tappa n. 1: leggendo le istruzioni per la conferma, mi accorgo che il caso “lavoratore autonomo che consegna l’ISEE a settembre” (per avere uno sconto sulla mensa) non è previsto. Vado al Comune e chiedo spiegazioni. Mi rispondono che la normativa dice che l’ISEE 2010 va consegnato entro il 15 giugno e che così deve essere. Mi viene consigliato di andare al CAF a farmi fare una “proiezione” in base ai redditi 2009.
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