I callcenteristi che non fanno bene ai call center

Ore 12.29 di lunedì mattina. Squilla il telefono [chiamata fuori area].
Io: pronto?
Voce femminile (impostata e gentile): Buongiorno signora, sono Maria Rosaria e la contatto per darle informazioni sulla sua telefonia fissa. Lei che operatore ha?
Io: Scusi non ho capito con chi parlo.
Voce femminile: Le ho chiesto [pausa e poi scandisce le parole]: lei che operatore telefonico ha?
Io: E io le ho chiesto [pausa e poi scandisco le parole]: lei chi è?
Voce femminile (molto scocciata): Le ho detto che mi chiamo Maria Rosaria e che le voglio dare informazioni sulla sua telefonia fissa.
Io (ancora più scocciata): E io voglio sapere per chi lavora!
Voce femminile (turbata): Non ho capito che cosa vuole sapere…
Io: Le ho chiesto qual è il suo datore di lavoro!!
Voce femminile (urlando con evidente accento del sud): Mavafanculo!
CLICK…tu tu tu tu

Ecco. Buona settimana anche a te Maria Rosaria.


Cancellazione messaggio

Riporto capia/incollando una mail che è arrivata ieri alla redazione di Spotanatomy:

data: 25/10/2011 18.34
oggetto: cancellazione messaggio

salve chiedo cortesemente di cancellare il mio commento a [marchio oggetto di un post del 2008, non meglio identificato] con [nome testimonial] in quanto digitando il mio nome sulla ricerca viene fuori questo commento ,mi spiace ma non mi aspettavo uscisse fuori e sia leggibile a tutti
grazie fatemi sapere qualcosa
[cognome nome]

In queste poche righe c’è l’utente medio caratteristico dell’attuale generazione di internauti, quella con cui combatto tutti i giorni:

  • incapace di usare i link
  • presume che da bastino 3 parole per capire di cosa stia parlando
  • spaventato dai motori di ricerca
  • incapace di capire le conseguenze delle azioni sui social media
  • che si firma con Cognome Nome

…e vi assicuro che il post è del tutto innocuo e i commenti tutti entusiasti, compreso quello della signora…


Basta con i contest via facebook!

Proliferano i contest su facebook: fotografie, poesie, personaggi, libri, ricette, e qualunque altro argomento possa stimolare la fantasia dei concorrenti.
Ma che senso ha?
Ok, lato azienda è chiaro che si punta sul passaparola dei partecipanti per racimolare qualche fan in più visto che per votare bisogna “likare” il proprio amico previa iscrizione alla pagina ufficiale, ma per i partecipanti…che senso ha?
Rompere le scatole a parenti e amici che si devono mettere a spulciare pagine e pagine di bacheca alla ricerca del contributo su cui cliccare per contribuire al raggiungimento di quota Y “mi piace” … quando poi c’è sempre quello che ha tanti amici (e molto probabilmente tante identità fake) che lo fanno stravincere con Yx10 “mi piace”.
E allora basta, tregua!
Non è cattiveria o non è che non vi voglio aiutare ad avere la macchina fotografica o la penna bic aggratis, è solo che se avessi tempo da perdere magari preferirei, chessò, infilare perline o unire i puntini della settimana enigmistica, piuttosto che regalare i miei contatti ad aziende che non sono capaci di organizzare un contest vero!
Giovani e mono giovani (onesti e illusi) iscritti a facebook, ascoltatemi: basta partecipare a questi contest farlocchi … oppure apritevi 300 identità false e votatevi da soli!


Aggiornare il proprio indirizzario o salvaguardare i diritti dei cittadini?

Non sono un’esperta di petizioni, ma, con il tempo, ho imparato a leggere prima di firmare, anche se la causa sembra buona.
A ben guardare la petizione che l’asilo nido dei miei figli mi ha proposto di firmare per “salvare il servizio di assistenza all’infanzia dal degrado e l’illegalità”, mi sono sentita abbastanza presa in giro.

Brevemente, ecco quello che non mi è piaciuto:
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